Culurzones
Ravioli di patata

I ravioli sardi, conosciuti anche come culurgiones (culurzones nella variante ardaulese), hanno radici antiche e affondano le loro origini nella cucina sarda tradizionale. Sono considerati uno dei piatti più rappresentativi dell’isola e la loro ricetta ha attraversato le generazioni. Ogni famiglia ha la sua versione dei ravioli arricchita da ingredienti e accorgimenti diversi.
Un patrimonio culinario da gustare
I ravioli sono un vero e proprio patrimonio culinario che va assolutamente gustato durante una visita in Sardegna. Questo piatto rappresenta un’esperienza sensoriale completa, che racconta la storia e la tradizione di un’intera comunità. Ogni boccone offre un viaggio nel tempo, portando con sé sapori autentici e ricordi.
I segreti del sapore
Ciò che rende i ravioli sardi unici è l’armonia dei sapori. Le patate, morbide e saporite, si fondono con il formaggio pecorino che aggiunge una nota di gusto salato e deciso. La fresca menta e l’aglio conferiscono un tocco aromatico che si sposa perfettamente con gli altri ingredienti. I ravioli sono poi conditi con un semplice sugo di pomodoro fresco e basilico, esaltando i sapori e completando il piatto.
Tra le varie interpretazioni dei culurzones quella di Ardauli spicca per la sua unicità.
Pur avendo come base comune la semola e le patate, si differenzia per un ingrediente particolare: “Sa Nebidedda”. Una pianta aromatica coltivata ad Ardauli da tempo immemorabile. Si tratta di un origano (Origanum heracleotium) che nel territorio di Ardauli assume dei sapori e aromi unici. Vedi Il blog di Sardegna natura.
Preparazione dei “Culurzones de patata”
Ingredienti per 6 persone:
- 500 gr semola di grano duro per la pasta
- 700 gr di patate;
- 30 gr di formaggio pecorino (o parmigiano) grattugiato;
- 30/40 gr di nebidedda. Solo le foglie fresche sminuzzate;
- 25 gr di strutto
- 1 cucchiaio di olio extravergine di oliva.
Per il ripieno si fanno lessare le patate con la buccia fino a cottura completa. Una volta pelate le patate, si passano con uno schiacciapatate. Il passato così ottenuto si impasta dentro un contenitore e si lascia a riposare. Adesso formate una sorta di vulcano nell’impasto di patate versateci dentro sa nebidedda e, ai bordi, distribuite uniformemente il formaggio e il sale, quindi versate l’olio e lo strutto molto caldo sopra sa nebidedda. Impastate bene il tutto e lasciatelo riposare.
La sfoglia
In un recipiente adatto mettete la semola e versate l’acqua tiepida leggermente salata. Lavorate l’impasto fino ad ottenere una pasta elastica e consistente (per i fortunati che hanno l’impastatrice il lavoro sarà facilitato). Adesso è il momento di stendere la sfoglia, i tradizionalisti lo faranno col mattarello il 99% con la famosa macchina per fare la pasta. Le sfoglie dovranno essere larghe intorno ai 12 cm e spesse 3 o 4 mm.
Sistemate le sfoglie sul piano di lavoro, si procede a depositare esattamente al centro delle stesse il ripieno ad una distanza di circa 1,5 cm. A questo punto si ripiega la sfoglia a metà premendo con le dita in modo che i ravioli non si aprano durante la cottura. Adesso viene la parte divertente: con una rotella tagliapasta, ad Ardauli chiamata “orrosonita” si taglia la pasta in eccesso e si dividono i ravioli. Sistemate i ravioli in contenitori adatti a seconda che vengano consumati subito o vengano congelati.
La cottura andrà fatta in abbondante acqua salata ed essendo pasta fresca basteranno pochi minuti per essere pronti. Per condire i ravioli basterà un sugo di pomodoro al basilico e pecorino grattugiato.
La cottura dei ravioli congelati invece ha bisogno di un’attenzione particolare: abbondante acqua salata e, versare i ravioli in piccole quantità per non far calare la temperatura dell’acqua, pena l’apertura dei ravioli con fuoriuscita del ripieno.
Buon appetito

















