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Le chiese

Le chiese di Ardauli

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chiesa della Beata Vergine del Buon Cammino Ardauli

LA CHIESA DELLA BEATA VERGINE DEL BUON CAMMINO

 

La chiesa della Beata Vergine del Buon Cammino è stata costruita tra il 1620 e il 1680, in stile gotico sardo-catalano, con motivi bizantini, romanici, gotici, rinascimentali e barocchi. L’influsso gotico si vede in maniera particolare nell’elemento più vistoso della facciata rappresentato dal rosone in trachite rossa; il rosone è cigliato con una ricca decorazione che raffigura animali e piante. La facciata, in apparenza molto semplice, è ricchissima di motivi ornamentali, ne sono stati contati ben 137. Inoltre, sempre nella facciata ci sono quattro lesene che culminano con dei capitelli che presentano delle decorazioni vegetali e altri motivi ornamentali e nella parte più elevata sono presenti dei singolari leoni che conferiscono un aspetto particolare a tutto l’insieme.

 

La chiesa ha un interno gotico con una sola navata realizzata con conci di trachite grigio-rosa con volta a sesto acuto affiancata da otto cappelle, quattro per ciascun lato. Sei di queste cappelle hanno una pianta quadrata e la volta a botte, mentre le due più vicine al presbiterio (zona dell’altare) sono a pianta ottagonale con copertura a crociera costolonata. Anche all’interno ci sono delle lesene riccamente decorate ( vi è stata scolpita la pietà da abili scapellini, picapedras, dell’epoca che hanno lavorato anche in altre chiese della zona come a Nughedu S. Vittoria e Sorradile). In tutta la chiesa sono presenti delle cornici a dentelli e sempre elementi vegetali nei vari fregi. La prima cappella sulla destra è dedicata alle anime dei defunti e nella cornice tutt’intorno alla cappella sono presenti elementi decorativi scolpiti, in pietra trachitica rossa, come teschi e ossa.

 

Dall’altro lato, sulla sinistra, tra la terza e quarta cappella è presente un pulpito ligneo realizzato nel 1700 dove è raffigurata la Vergine Maria con il bambino in braccio.

Nel presbiterio sopraelevato (nella zona dell’altare al quale si accede attraverso una gradinata) è presente una semicolonna tortile che nella base presenta scolpita sulla trachite la scena di Adamo ed Eva nel Paradiso Terrestre. Sempre sull’altare, è presente un altare in legno dorato del ‘700 che presenta il tabernacolo.

 

Sopra, in una nicchia è ospitata la statua della Madonna con l’iconografia della Beata Vergine del Buon Cammino: la Madonna del Buon Cammino è un tipo di iconografia cristiana diffusa in particolare nell’arte bizantina e russa del periodo medioevale. L’iconografia è costituita dalla Madonna con in braccio il Bambino Gesù, seduto in atto benedicente, che tiene in mano una pergamena arrotolata e che la Vergine indica con la mano destra (da qui l’origine di Buon Cammino).

 

Il campanile, invece, è di costruzione più recente, come testimonia l’iscrizione posta sull’architrave della porta d’ingresso (1812).

 

La festa patronale si festeggiata la terza domenica del mese di ottobre: proprio per la particolarità della Madonna che è del Buon Cammino, in segno di augurio e buon auspicio si svolge la processione delle automobili che vengono benedette dal sacerdote.

 

Recentemente nel piazzale antistante la chiesa, durante i lavori di rifacimento della piazza, dopo aver abbattuto una palazzina, sono state rinvenute due porte/finestre di età aragonese con la tipica decorazione a fiamma, probabilmente riutilizzate dopo essere state prelevate da un’antica chiesa, quella di S. Maria, nei pressi dell’attuale cimitero. In entrambe sono incise delle frasi, in latino, tipiche della tradizione medioevale e che servivano per controllare i fedeli e ricordare loro di tenere un buon comportamento da cristiano: “Memento mori” (ricordati che devi morire) e “Mors nemini parcit” (la morte non risparmia nessuno).

chiesa di Santi Cosma e Damiano

LA CHIESA DEI SS. COSMA E DAMIANO

 

La Chiesa dei SS.Cosma e Damiano sorge sopra una chiesa più antica risalente (secondo un manoscritto) al XII secolo, più precisamente al 1155, sotto Barisone I. La facciata (come noi la vediamo oggi) è stata ristrutturata nel ‘700 ed è stata realizzata con blocchi di pietra sbozzati e con dei semipilastri ben lavorati che la dividono in tre parti. Un’altra ristrutturazione risale al 1821-1822, anno in cui furono eliminate le due cappelle laterali, di cui si possono osservare ancora oggi le aperture ad arco naturale.

 

Oggi la chiesa si presenta a navata unica con arcate in pietra a tutto sesto. Fuori dalla chiesa sono presenti i “muristenes” (oggi ristrutturati ed adibiti a spazi museali) che avevano lo scopo di ospitare i fedeli che provenivano da altri paesi in occasione delle novene.

 

I santi Cosma e Damiano, noti anche come santi medici (nati nel 260 in Egea e morti nel 303) sono stati due medici, gemelli. Secondo la tradizione fanno parte della prima generazione di martiri sotto l’impero di Diocleziano, imperatore famoso proprio per la persecuzione dei cristiani. Dal momento che non vollero mai denaro o beni in cambio della loro pratica di medici e guaritori, furono soprannominati Anargiri (dal greco antico, “senza argento” ). È stato detto che grazie a queste opere convertirono molte persone alla fede cristiana.

 

I simboli presenti nelle statue dei Santi Cosma e Damiano sono la palma, gli strumenti chirurgici, il libro, la croce. Sono i santi patroni di alcune professioni come i medici, chirurghi, dentisti, farmacisti e professioni legate alla medicina proprio perchè loro erano Santi e guaritori.

 

Il giorno della loro festa è generalmente il 26 settembre, mentre ad Ardauli per tradizione antichissima vengono festeggiati sempre il secondo lunedì di settembre, dunque qualche giorno prima della ricorrenza classica. Ad Ardauli è la festa religiosa e civile più sentita, anche di più rispetto alla festa patronale che invece si festeggia la terza domenica di ottobre.

SANTI QUIRICO E GIULITTA

NOVENARIO DEI SANTI QUIRICO E GIULITTA

 

Il novenario campestre dedicato ai Santi Quirico e Giulitta è situato su una collinetta a ridosso del lago Omodeo e immersa in uno scenario incantevole, fu con tutta probabilità costruita nel 1101 come attesta l’iscrizione esistente nel suo campaniletto.

 

Il novenario è costituito da una chiesetta a capanna, sormontata da una nicchia che funge da campanile, dove si legge appunto la data del 1101, anche se diversi elementi riportano a dei rimaneggiamenti seicenteschi, come il motivo a fiamma che sormonta la porta d’ingresso. L’interno della chiesetta è a navata unica scandita in quattro campate da alcuni archi a tutto sesto, con un presbiterio con volta a botte e senza abside. La chiesa si presenta a croce latina, per la presenza di tre volumi aggiunti in tempi diversi attorno al presbiterio. La chiesetta è circondata da diversi “muristenes”, alcuni dei quali sono di proprietà ecclesiastica.

 

Tale è la devozione della comunità locale di Ardauli che i Santi, madre e figlio, vengono festeggiati tre volte l’anno: il giorno dopo la Pasqua, il 15 luglio e in agosto dal 16 al 25 in occasione della celebrazione delle novene.

Santo Quirico Ardauli
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LA CHIESA DI SANT’ANTONIO ABATE

 

La chiesa di Sant’Antonio Abate sorge lungo la strada provinciale n° 30 che collega il santuario campestre dedicato ai Santi Quirico e Giulitta e il centro abitato di Ardauli, nei pressi dell’omonima fonte, all’interno di un ricco parco di olivi, alcuni dei quali anche secolari.

 

Secondo le fonti, questa chiesetta sorse su un preesistente impianto, in seguito all’arrivo in zona, dopo il 1591, e dell’insediamento, nei primi del ‘600, dei Frati Cappuccini che realizzarono, oltre all’edificio ecclesiastico, anche alcuni eremi; di questi si ritrovano ancora oggi tracce nella zona circostante la chiesa che, pure nella toponomastica locale “Sos Eremos”, mostra una chiara indicazione della presenza dei frati.

 

La chiesa all’interno si presentava con un abside piatto e copertura realizzata mediante un tetto a doppia falda, sostenuto da due arcate ogivali intermedie. All’esterno presentava un paramento murario in pietra a vista: queste caratteristiche sono state ripristinate grazie ad un’attenta azione di restauro che ha permesso la ricostruzione dell’edificio che era stato abbandonato alla fine del XVIII secolo, allorquando i Frati lasciarono quest’area. Per diverso tempo la chiesa rimase allo stato di rudere, fino all’intervento di un abitante del paese che si fece promotore della ricostruzione della chiesa e di un successivo intervento che ha riportato in auge l’edificio, rivitalizzando anche la tradizione religiosa legata ad una delle figure più venerate tra i Santi, ovvero quella di Sant’Antonio Abate. Il culto di Sant’Antonio Abate è fortemente sentito in quest’area, dove si registrano in occasione del 16 gennaio, giorno antecedente a quello in cui la Chiesa celebra il Santo, accanto alle celebrazioni religiose, altre di carattere simbolico-profano, quali l’accensione di roghi, per ringraziare Sant’Antonio per le sue doti di guaritore e taumaturgo, anche grazie alla “conquista” del fuoco. Pertanto, seppure intorno alla chiesetta di Sant’Antonio Abate di Ardauli, non sorgono i “muristenes”, la celebrazione in onore del Santo è viva e sentita, e di grande partecipazione alla pari di quelle che vengono festeggiate nei novenari campestri, e nello specifico di Ardauli in quello dei Santi Quirico e Giulitta.