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Musoleos (Domus de Janas)

Musoleos

Domus de Janas

Domus de janas

Il territorio di Ardauli è stato abitato fin da tempi remotissimi come testimoniato dai numerosi reperti litici ritrovati e dalla presenza di diverse sepolture ipogeiche disperse. Popolazioni neolitiche si sono stabilite in questo territorio grazie alle sue favorevoli condizioni ambientali; il ritrovamento di grandi quantità di manufatti litici e frammenti di ceramica, ha reso possibile individuare la presenza di alcuni insediamenti di gente prenuragica in diverse zone di Ardauli: Perda ‘e Caddu, Tulei, Inza Maiore, Funtana Maiore e Monte Tzuri.

 

La testimonianza più pervasiva dell’insediamento umano è però data dalla presenza nel territorio ardaulese delle Domus de Janas. Queste, che ad Ardauli assumono una denominazione del tutto particolare, i “Musoleos”, sono delle piccole grotte scavate nella roccia dall’uomo a scopo funerario. Esse sono distribuite un po’ in tutta la Sardegna ma la più grande concentrazione si trova nella parte centrosettentrionale dell’Isola e nell’Iglesiente.

 

Le Domus de Janas sono ascrivibili a quell’età cronologica e culturale che va sotto il nome di Cultura di Ozieri (IV-III sec aC). Queste sepolture erano scavate su piattaforme o su pareti di  roccia. Ad Ardauli sono state individuate 31 tombe distribuite in 11 stazioni ipogeiche: Muruddu, la più grande con 7 domus, Siulu, Crabiosu, Istudule, Sa Teza, Lacos, Mrandas, Iscala Mugheras, Tulei, Arzolas e Murtedu. Probabilmente, anzi sicuramente, in passato esse erano molte di più ma interventi umani, in tempi in cui non si aveva la cultura della conservazione e del rispetto per i beni archeologici, hanno determinato la distruzione di alcuni di questi monumenti.

 

La struttura più semplice della tomba, è quella che prevede una porta di accesso che si apre su un piccolo atrio dal quale si accede ad una anticella e alla cella più grande. Le tombe di Ardauli hanno dimensioni più piccole rispetto ad altri ipogei sardi che talvolta assumono ampiezze monumentali. Lo stato di conservazione di alcune tombe, talvolta lascia a desiderare visto che, in un passato più recente, alcuni di questi ambienti sono stati utilizzati anche come ricoveri per animali.

 

Se in passato, la superficialità e la noncuranza verso questi beni archeologici, ne hanno determinato in alcuni casi il deterioramento, oggi, grazie all’acquisizione di una maggiore consapevolezza del loro valore, gli abitanti mostrano un grande rispetto verso queste vestigia del proprio passato.

 

Tra le tombe ipogeiche di Ardauli, ve n’è una che spicca per la sua particolarità: le sue pareti interne, infatti, sono dipinte con una pittura rossa. Con essa, l’autore/artista ha voluto riproporre nella sepoltura i motivi che richiamano la struttura della capanna dei vivi. E così è raffigurata la disposizione a raggiera dei pali del soffitto della capanna nuragica e le pareti interne della stessa. E, molto importante, è raffigurato il simbolo sacro della protome taurina. Questa tomba è stata inserita nel 2021 nell’elenco delle 35 tombe dipinte della Sardegna che fanno parte della Tentative List dell’Unesco.

Domus de Janas registrate ad Ardauli

11

Stazioni ipogeiche

31

Tombe